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di Forte
Donatella (11 anni)
[Il
testo é riportato identico all'originale, senza adattamenti
né correzioni]
C'era una volta nel villaggio
dei palloni, una palla, ruvida, buchettata e arancione come
una buccia d'arancia. Essa si distingueva dalle altre palle
perché criticava tutto.
Non invidiava la pallina da
tennis perché prendeva sempre le racchettate in faccia;
sparlottava del pallone di cuoio, perché veniva preso a
calci nei campi spesso infangati; rideva del pallone di
pallavolo perché prendeva delle manate per essere
schiacciata; e quando, poi, aveva da dire del pallone di
rugby che non era nemmeno rotondo ed era trattato peggio di
tutti!
Un
certo giorno fu notata da un gruppo di bambini annoiati dai
soliti giochi. Uno di questi attaccò
ad un palo un secchio bucato dicendo ai compagni che sarebbe
stato bravo chi avrebbe fatto finire la palla nel cesto.
Questa pensò che ormai era giunta la sua ultima ora, e
sarebbe finita, come tutti i rifiuti. Si sentì sollevare e
provò l'emozione del volo e, quando si aspettava il tonfo
nel secchio, si ritrovò tra le mani di altri ragazzi.
Rimbalzò sul pavimento liscio, passo tra varie mani, e
ancora, oplà! un volo con ritorno. Era fantastico! In un
momento, nella gioia dei ragazzi si sentì contenta.
Apprezzò
così tutte le sue compagne che forse erano più
maltrattate, ma che erano utili alla crescita sana dei
ragazzi, come adesso era lei e riconobbe che era stata
proprio fortunata. |